Il cibo e i cinque sensi

Mangiare è un’esperienza sensoriale.

Quando ci alimentiamo, tutti e cinque i nostri sensi (vista, tatto, gusto, udito e olfatto) vengono coinvolti nella percezione del cibo; per questo mangiare è un’esperienza sensoriale completa.

Pensiamo, tuttavia, a ciò che diciamo ai nostri bambini per invitarli ad assaggiare un cibo nuovo: “mangia che è buono!” e mai “mangia che ha un buon profumo!”, oppure “mangia che è bello e colorato!”. Questo succede perché, crescendo, noi adulti tendiamo a trascurare il legame dell’alimentazione con tutti i nostri sensi, continuando a dare un posto principale al gusto.

Ma a ben pensarci, il gusto non è sempre predominante sugli altri sensi e, per verificarlo, proviamo a domandarci: se la pasta con il pomodoro fosse marrone, blu, grigia, … o se avesse il colore abituale ma odorasse di uovo marcio, la mangeremmo con lo stesso piacere?

Ecco come tutti e cinque i sensi partecipano all’organizzazione di un’educazione alimentare creativa e ricca, che sensibilizzi grandi e piccoli al valore dell’assaggio:

VISTA

Il senso della vista viene coinvolto già prima del momento del pasto: quando acquistiamo un prodotto, siamo attratti dalla sua confezione, dal suo aspetto, dal suo colore. Successivamente, mentre mangiamo, la vista ha nuovamente un ruolo importante, in quanto l’aspetto del cibo stimola la produzione della saliva e dei succhi gastrici che preparano lo stomaco alla digestione.

OLFATTO

Il profumo di un cibo può rievocare un momento particolare o ci può far rivivere una sensazione. Chi non ricorda, infatti, almeno un profumo di un particolare piatto che cucinava per noi la mamma o la nonna quando eravamo piccoli? Oppure l’odore, per qualcuno piacevole, per altri meno, della mensa scolastica? Nel momento del pasto, l’olfatto, come la vista, stimola in noi la produzione delle secrezioni (la famosa “acquolina in bocca”) e ci permette di capire se un cibo è fresco oppure no. Anche se… può capitare che alcuni cibi che mangiamo e troviamo saporiti, come la cipolla, il cavolfiore o il formaggio, potrebbero avere comunque un odore poco gradevole.

TATTO

Avete mai affondato la mano in un sacchetto di fagioli o di lenticchie? Avete mai impastato acqua e farina o mangiato il pollo con le mani? Con queste azioni attiviamo il senso del tatto, una sensazione unica e preziosa. Un noto detto recita: “Le mani sono le posate del re!” e infatti, toccare il cibo con le mani, poi con i denti, la lingua e il palato, ci aiuta a percepire la sua consistenza, influenza il nostro giudizio su ciò che mangiamo e ci dà piacere e appagamento.

UDITO

Cosa c’entra l’udito con il cibo? Pensiamoci bene, può non sembrare ma anche l’udito entra in gioco in tutte le nostre scelte alimentari. Pensiamo a quando mordiamo una mela o la crosta croccante del pane; il rumore che sentiamo ci dà un senso di soddisfazione e ci invoglia a continuare a mangiare. Allo stesso modo, i rumori che sentiamo intorno a noi, quando siamo a tavola, ci predispongono al momento del cibo (l’acqua che bolle in pentola, il rumore delle forchette e delle stoviglie, il ticchettio del timer del forno…).

GUSTO

Il gusto, infine, ricopre un ruolo senz’altro fondamentale: in bocca il cibo viene masticato e sprigiona tutto il suo sapore, che può piacerci, oppure no. Il nostro gusto varia, infatti, a seconda delle nostre abitudini alimentari, dell’età e di come abbiamo educato il nostro palato. Ciò fa sì che non a tutti piacciano le stesse cose e che nel tempo possiamo cambiare opinione sugli alimenti che oggi non mangiamo. I diversi alimenti possono avere, inoltre, un particolare retrogusto, un sapore che inizialmente non è gradevole ma poi ci lascia un gusto molto buono: ad esempio, i cibi speziati o la cioccolata fondente (quando supera il 90% di cacao).